[heading level=”1″]I lubrificanti: olio motore[/heading]

La funzione del lubrificante è la riduzione dell’attrito, l’asportazione del calore ed il controllo dei contaminanti. Mettere a punto un lubrificante che svolga al meglio queste funzioni richiede un complesso bilanciamento delle proprietà degli olii base e degli additivi che lo rendono adatto a soddisfare le prestazioni richieste dalla particolare applicazione cui è destinato.

L’olio motore
La funzione principale è da sempre quella di lubrificare, così che le superfici metalliche non entrino in contatto e non si usurino per sfregamento.
Il lubrificante oltre a ridurre la resistenza serve anche a raffreddare le parti in movimento, funge da sigillante, pulisce i residui creati dalla combustione e dalle abrasioni e protegge le parti, prevenendo corrosione e ossidazione. La resistenza al moto dovuta all’attrito è misurata dal Coefficiente d’attrito in funzione della temperatura, del carico e della velocità si definiscono diversi regimi di lubrificazione. Ad alti carichi, basse velocità ed alte temperature l’attrito è elevato ed esiste il rischio di contatto metallo-metallo (lubrificazione limite). Al diminuire del carico e della temperatura ed al crescere della velocità, l’attrito diminuisce fino a raggiungere un minimo ( lubrificazione mista). Si registra quindi un nuovo aumento, dovuto essenzialmente all’attrito interno del lubrificante. Nella lubrificazione Limite le superfici possono venire a contatto tra loro.

Quando sostituire l’olio?
Di regola bisogna sostituire l’olio motore ogni 15.000 km circa sulle auto a benzina, mentre per le auto a diesel di ultima generazione si può arrivare fino ai 30.000 km circa prima del cambio olio. Comunque per essere più precisi basta far riferimento al libretto di uso e manutenzione del proprio veicolo per trovare le giuste indicazioni su quando effettuare la sostituzione dell’olio motore!

Se non sei molto esperto ed è ora di sostituire l’olio motore alla tua auto, allora è più indicato rivolgersi ad un’officina. Se stai cercando un’officina, la trovi su officineriparo

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[heading level=”1″]L’etichetta dei lubrificanti[/heading]
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Come leggere l’etichetta

La grande frammentazione dei prodotti non è una “moda”, ma il segno dello sviluppo di questo “ricambio” molto tecnico. Se negli anni 80 e 90 esistevano solo due categorie principali per l’olio motore, benzina e diesel, oggi si può dire che esiste un olio per ogni applicazione ed è necessario seguire attentamente le indicazioni del costruttore auto per non rischiare di utilizzare il lubrificante sbagliato, che potrebbe causare anche danni importanti al motore. Per questo saper leggere l’etichetta è fondamentale.

Innanzitutto, è bene sapere che le specifiche dell’olio vengono dettate dalla casa auto e per questo vanno rispettati i tempi di intervallo indicati.
Lo specialista del lubrificante può eventualmente suggerire un olio “equivalente”, che sia omologato e risponda alle stesse specifiche, ma possa risultare più idoneo alle esigenze del cliente. Questo però non va a modificare le indicazioni della casa auto rispetto agli intervalli di sostituzione.
L’olio motore è classificato secondo diversi parametri: gli standard SAE, API e ACEA. I primi due sono fissati da enti americani che per primi hanno affrontato l’argomento, il terzo è frutto di un’associazione di costruttori auto europei che, non trovando sufficienti gli standard preesistenti, ha elaborato nuovi criteri.
Sull’etichetta del lubrificante si ritrovano le specifiche SAE, che stabiliscono i parametri che deve rispettare l’olio in termini di viscosità e temperatura, senza però considerare la qualità del prodotto. Ad esempio, un olio SAE 5W30 (dove W sta per winter) indica un olio che a basse temperature ha una certa viscosità: più il numero prima della W è basso, più l’olio è fluido a freddo; per la viscosità a caldo vale il numero senza lettera aggiuntiva, per cui più il numero è alto, più l’olio resta viscoso a 100 °C.
Le specifiche API, invece, indicano la qualità dell’olio suddividendoli in benzina (S) e diesel (C). La lettera che segue specifica la qualità del lubrificante: più la lettera è avanti nell’alfabeto, migliori sono le prestazioni dell’olio motore.
Se questa classificazione funziona bene per i motori benzina, per i diesel delle auto non è così, perché fino agli anni 90 non venivano considerate le vetture passeggeri e le nuove classificazioni, adottate nel 1994, non sono state sviluppate.
Per questo, i costruttori auto europei, riuniti in ACEA, hanno stabilito i loro criteri di classificazione. Come API si sono occupati della qualità del prodotto e operato una distinzione tra gli oli per i motori a benzina (A) e i motori diesel leggeri (B, C). A differenza dell’API tuttavia, nel caso della classificazione ACEA ogni categoria ha un proprio significato e non è compatibile con le categorie precedenti.
Nel 2016 ACEA, oltre a stabilire gli standard, ha cominciato a controllare che venissero rispettati.
L’introduzione delle specifiche ACEA implica una maggior complessità, perché c’è una proliferazione delle diversificazioni dato che agli standard “base” la case auto aggiungono le proprie specifiche.

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