Come scegliere il lubrificante giusto?

I lubrificanti: olio motore

La funzione del lubrificante è la riduzione dell’attrito, l’asportazione del calore ed il controllo dei contaminanti. Mettere a punto un lubrificante che svolga al meglio queste funzioni richiede un complesso bilanciamento delle proprietà degli olii base e degli additivi che lo rendono adatto a soddisfare le prestazioni richieste dalla particolare applicazione cui è destinato.

L’olio motore
La funzione principale è da sempre quella di lubrificare, così che le superfici metalliche non entrino in contatto e non si usurino per sfregamento.
Il lubrificante oltre a ridurre la resistenza serve anche a raffreddare le parti in movimento, funge da sigillante, pulisce i residui creati dalla combustione e dalle abrasioni e protegge le parti, prevenendo corrosione e ossidazione. La resistenza al moto dovuta all’attrito è misurata dal Coefficiente d’attrito in funzione della temperatura, del carico e della velocità si definiscono diversi regimi di lubrificazione. Ad alti carichi, basse velocità ed alte temperature l’attrito è elevato ed esiste il rischio di contatto metallo-metallo (lubrificazione limite). Al diminuire del carico e della temperatura ed al crescere della velocità, l’attrito diminuisce fino a raggiungere un minimo ( lubrificazione mista). Si registra quindi un nuovo aumento, dovuto essenzialmente all’attrito interno del lubrificante. Nella lubrificazione Limite le superfici possono venire a contatto tra loro.

Quando sostituire l’olio?
Di regola bisogna sostituire l’olio motore ogni 15.000 km circa sulle auto a benzina, mentre per le auto a diesel di ultima generazione si può arrivare fino ai 30.000 km circa prima del cambio olio. Comunque per essere più precisi basta far riferimento al libretto di uso e manutenzione del proprio veicolo per trovare le giuste indicazioni su quando effettuare la sostituzione dell’olio motore!

Se non sei molto esperto ed è ora di sostituire l’olio motore alla tua auto, allora è più indicato rivolgersi ad un’officina. Se stai cercando un’officina, la trovi su officineriparo

L’etichetta dei lubrificanti

Come leggere l’etichetta

La grande frammentazione dei prodotti non è una “moda”, ma il segno dello sviluppo di questo “ricambio” molto tecnico. Se negli anni 80 e 90 esistevano solo due categorie principali per l’olio motore, benzina e diesel, oggi si può dire che esiste un olio per ogni applicazione ed è necessario seguire attentamente le indicazioni del costruttore auto per non rischiare di utilizzare il lubrificante sbagliato, che potrebbe causare anche danni importanti al motore. Per questo saper leggere l’etichetta è fondamentale.

Innanzitutto, è bene sapere che le specifiche dell’olio vengono dettate dalla casa auto e per questo vanno rispettati i tempi di intervallo indicati.
Lo specialista del lubrificante può eventualmente suggerire un olio “equivalente”, che sia omologato e risponda alle stesse specifiche, ma possa risultare più idoneo alle esigenze del cliente. Questo però non va a modificare le indicazioni della casa auto rispetto agli intervalli di sostituzione.
L’olio motore è classificato secondo diversi parametri: gli standard SAE, API e ACEA. I primi due sono fissati da enti americani che per primi hanno affrontato l’argomento, il terzo è frutto di un’associazione di costruttori auto europei che, non trovando sufficienti gli standard preesistenti, ha elaborato nuovi criteri.
Sull’etichetta del lubrificante si ritrovano le specifiche SAE, che stabiliscono i parametri che deve rispettare l’olio in termini di viscosità e temperatura, senza però considerare la qualità del prodotto. Ad esempio, un olio SAE 5W30 (dove W sta per winter) indica un olio che a basse temperature ha una certa viscosità: più il numero prima della W è basso, più l’olio è fluido a freddo; per la viscosità a caldo vale il numero senza lettera aggiuntiva, per cui più il numero è alto, più l’olio resta viscoso a 100 °C.
Le specifiche API, invece, indicano la qualità dell’olio suddividendoli in benzina (S) e diesel (C). La lettera che segue specifica la qualità del lubrificante: più la lettera è avanti nell’alfabeto, migliori sono le prestazioni dell’olio motore.
Se questa classificazione funziona bene per i motori benzina, per i diesel delle auto non è così, perché fino agli anni 90 non venivano considerate le vetture passeggeri e le nuove classificazioni, adottate nel 1994, non sono state sviluppate.
Per questo, i costruttori auto europei, riuniti in ACEA, hanno stabilito i loro criteri di classificazione. Come API si sono occupati della qualità del prodotto e operato una distinzione tra gli oli per i motori a benzina (A) e i motori diesel leggeri (B, C). A differenza dell’API tuttavia, nel caso della classificazione ACEA ogni categoria ha un proprio significato e non è compatibile con le categorie precedenti.
Nel 2016 ACEA, oltre a stabilire gli standard, ha cominciato a controllare che venissero rispettati.
L’introduzione delle specifiche ACEA implica una maggior complessità, perché c’è una proliferazione delle diversificazioni dato che agli standard “base” la case auto aggiungono le proprie specifiche.

Categories: Assistenza, news, Prodotti, Ricambi Auto

Tags: ,