Vendita online di ricambi auto contraffatti: il nuovo business online!

Avviato il progetto pilota “Lotta alla contraffazione online su piattaforme di e-Commerce B2B E B2C” da parte di ANFIA e CONVEY

ANFIA, attiva da anni nella sensibilizzazione dei propri Associati sul tema della lotta alla contraffazione, e CONVEY, società leader nei servizi per la lotta alla contraffazione online, hanno avviato, nel mese di aprile, il Progetto Pilota “Lotta alla contraffazione online su piattaforme di e-Commerce B2B E B2C”.

L’iniziativa si pone l’obiettivo di fornire alle Associate ANFIA una chiara consapevolezza e un primo dimensionamento del problema su un gruppo di test, fornendo al contempo, alle imprese che hanno evidenziato situazioni di maggiore criticità, le linee guida per intervenire con concrete e sistematiche azioni di contrasto, così da renderle effettivamente capaci di decidere in merito alle migliori strategie di intervento.

CONVEY sottoporrà una decina di imprese Associate ad ANFIA ad una fase di pre-analisi delle criticità su una decina di Piattaforme e-Commerce basate in Cina, ma con mercato mondiale. L’output atteso è una prima diagnosi in grado di delineare il perimetro e le caratteristiche peculiari delle criticità in essere (contraffazioni, abusi, etc.), con un primissimo dimensionamento economico del business illegale. L’inserimento delle imprese nel “Test group” sarà effettuato in base alle informazioni fornite su base volontaria dalle aziende, dal profilo di rischio delineato nelle indagini preliminari sopra citate e da ulteriori approfondimenti degli esperti CONVEY.

Le molle che hanno spinto l’Associazione a dare il via al progetto sono la diffusione e la complessità della problematica dei ricambi automotive falsi venduti in internet. Il fenomeno, com’è noto e come è stato più volte denunciato da ANFIA stessa, ha ripercussioni negative non solo sui fatturati delle imprese produttrici degli originali, ma anche per la concorrenza sleale subita dai distributori ufficiali, per i notevoli rischi che corrono gli acquirenti, spesso inconsapevoli, dei ‘fake’ e, più in generale, per il danno complessivamente arrecato al sistema socio-economico.

La fase preliminare del progetto pilota ha previsto, in realtà, una prima indagine – a cui hanno aderito 70 delle circa 200 imprese della componentistica automotive associate ad ANFIA – sul dimensionamento della presenza del Brand aziendale o di prodotto su alcune delle principali piattaforme di e-Commerce cinesi B2B e B2C, con mercato di sbocco internazionale o con sbocco prioritario in Cina. Una seconda indagine analoga – che ha coinvolto un centinaio di Associati del Gruppo Componenti ANFIA – parallelamente, ha riguardato alcune delle principali piattaforme occidentali di e-Commerce B2C, con mercato di sbocco internazionale o con sbocco prioritario in Italia.

Sempre nell’ambito dell’iniziativa, inoltre, il 20 aprile scorso, CONVEY ha tenuto a Torino, presso la sede ANFIA, un primo seminario specialistico che, dopo aver tracciato un quadro di riferimento per un’efficace strategia anticontraffazione, ha voluto approfondire, anche attraverso l’analisi di alcuni casi tipici e della loro risoluzione, e con l’ausilio di vere e proprie testimonianze aziendali di componentisti automotive, come si manifesta la contraffazione online, concludendosi con la presentazione dei contenuti e della metodologia del progetto pilota ANFIA-CONVEY.

Gli speaker del seminario hanno evidenziato, in primis, che un’efficace azione di contrasto alla contraffazione online è un obiettivo realistico e raggiungibile se concepito non come intervento spot, ma come azione sistematica di breve-medio termine. E’ condizione indispensabile, tuttavia, che le aziende abbiano protetto a monte le loro innovazioni (tecnologiche, di forma, di segno distintivo, di contenuto, etc.) tramite un’opportuna gamma di registrazioni di diritti di proprietà intellettuale (Intellectual Property Rights – IPRs, cioè Brevetti, Modelli, Marchi, Copyright, etc.), correttamente estesi nei vari Paesi del mondo, così da poterli azionare contro il falso nell’ambito di specifiche strategie.

La definizione di un’efficace strategia di contrasto, inoltre, deve essere in grado di individuare le vere fonti primarie delle produzioni del “fake” che, nel settore automotive, sono riconducibili alla Cina e al Far East, non solo per le enormi capacità manifatturiere esistenti ma anche per la numerosità e la portata internazionale degli operatori di e-Commerce (in primis il Gruppo ALIBABA), essendo la Cina anche il Paese leader per numero di utenti della Rete (oltre 700 milioni) e per volumi e valori di transazioni nell’e-Commerce.

Secondo la metodologia di CONVEY, il successo del contrasto alle inserzioni “fake” in internet non può che basarsi sull’inversione del paradigma tradizionalmente adottato: l’attenzione del titolare di IPRs non deve essere puntata, almeno in prima battuta, sui “contraffattori” (potenzialmente milioni) ma sui cosiddetti “proxi”, cioè quei soggetti (potenzialmente migliaia) che, tramite le proprie strutture telematiche e relativi servizi, rendono possibili le attività di commercio elettronico che, a loro volta, veicolano il falso. Obiettivo prioritario, nella fase iniziale, è quindi ottenere dai “proxi” – a seguito di puntuali notifiche dei diritti violati – l’immediato “take-down” dell’offerta illecita e, in caso di recidiva, anche la chiusura definitiva dell’account del seller/contraffattore. Il quadro giuridico sotteso a quest’approccio è quello delle recenti normative, condivise a livello internazionale, sulla co-responsabilità degli Internet Service Providers (ISPs) nell’e-Commerce in caso non intervengano a seguito di documentate notifiche da parte dei titolari degli IPRs o di loro procuratori.

Solo una corretta individuazione, misurazione e analisi del “fake online” consente di scegliere la migliore strategia di repressione delle situazioni illecite (es. quale IPR utilizzare in relazione ai casi) e di focalizzare l’attenzione sui seller/contraffattori più pericolosi, cioè quelli che vendono i volumi più elevati in uno o più mercati serviti dai suddetti Marketplace. Questa capacità di azione non può che basarsi su innovative soluzioni tecnologiche di “Internet Intelligence” e di “Business Intelligence”, nonché su un solido know-how legale/procedurale di “IPRs Online Protection”.

L’iniziativa avviata da ANFIA, in partnership con CONVEY, in tema di contrasto alla contraffazione online non ha precedenti in Italia e mira a diventare una best practice che faccia da modello anche per altre associazioni di categoria.

Come si riconoscono i ricambi contraffatti?
Per l’automobilista riconoscerli non è facile!! La raccomandazione è quella di rivolgersi a fornitori ufficiali per l’acquisto di ricambi, capaci di comunicare la provenienza del prodotto, ma anche di confrontare il suo prezzo con quello di mercato.
I ricambi contraffatti non dispongono di certificati di sicurezza e, non essendo sottoposti ad alcun test di controllo, non possiedono nessuna omologazione dal punto di vista della sostenibilità. Affinché si possa considerare un prodotto certificato deve essere presente l’indicazione di origine e la certificazione obbligatoria che riguarda la conformità del prodotto alle norme europee. Nel caso in cui ci si trovi di fronte a un ricambio contraffatto, è necessario richiedere l’intervento delle autorità competenti.
È quindi evidente come il problema della contraffazione coinvolga tutti gli anelli della filiera automotive.

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